STATIONTOSTATION-PETRONE - Techne Contemporary Art

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Francesco Petrone
33’’ | Inizio | LockNow, 2021
installazione video a tre canali – testo critico a cura di Giuseppe Capparelli
@ Bunker, Stazione di Reggio Calabria Centrale

Le tre installazioni video proposte da Francesco Petrone si allineano, per come dichiara l’artista, con le ricerche artistiche del regista americano David Lynch. Il culto del posizionamento e dell’inquadratura perfetta permeano
l’universo immaginario di Petrone, che nella costruzione dei suoi lavori definisce teatralmente ogni singolo dettaglio. I tre video presentati a Station to Station sono materializzazione del proprio tormento, del conflitto fra il proprio dentro emotivo e l’esteriorità. Le sue sono cartoline di un paesaggio lontano, di un miraggio evanescente. Il luogo dove avviene il cambiamento e la sublimazione del proprio inconscio è rappresentato con lentezza. Questo è lo spazio di un tempo infinito e circolare, dove si manifesta il racconto di un’opera senza tempo. La sua cronaca è la trasposizione di un percorso interiore che si svolge nella ripetizione infinita di un labirinto senza uscita, di un loop imperituro e immaginario. I riferimenti cristologici, che spesso utilizza nei suoi lavori, come nel caso dell’opera 33” qui presentata, riflettono quelle necessità di avvicinamento alla spiritualità definibili come tentativi di transustanziazione: l’artista muore e risorge nella propria opera. La fine coincide con l’inizio, l’inizio con la fine.
(dal testo critico di Giuseppe Capparelli)


(Foggia, 1978), vive e lavora a Roma. Si laurea con lode presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia, per anni lavora come scenografo per il teatro e per il cinema, ed è docente di Discipline Pittoriche. Scultore e pittore, lavora con ironia e sarcasmo sul rapporto tra società e cultura pop, costruendo un immaginario fatto di controsensi, provocazioni, cortocircuiti, citazioni e giochi di senso. Una ricerca artistica, che lo porta a lavorare con materiali industriali: cemento armato su tutti, ma anche gesso, ferro, resine, etc. in contrasto con la natura quasi ludica delle installazioni scultoree. Materiali con i quali “racconta” una visione della cultura occidentale, attraverso progetti che mantengono un medium comune, ma che approfondiscono tematiche diverse, come gli ultimi “CEMENTO AMATO – 2014/16” e “AMEN – 2016/17”.
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